“Montalbano sono!”

Partenza da Villa San Giovanni. Mi lascio la Calabria (e la dieta) alle spalle. Il tour inizia a Messina, dove è praticamente impossibile resistere di fronte ad una squisita granita con panna e brioche col “tuppo”. Raggiungiamo Donnalucata, un paese di mare davvero incantevole. Facciamo una sosta per il pranzo al ristorante Mezzaparola fish & drink. Mentre gusto gli arancini al nero di seppia, vengo a sapere che la troupe del Commissario Montalbano ha girato delle scene della nuova serie qui vicino una settimana fa e che ha pranzato proprio dove ora siamo sedute noi. Per poco non ci siamo beccati! 🙂 Intanto che la signora mi indica il punto esatto, io chiudo gli occhi per un attimo,  il tempo necessario per catapultare la mia mente nei luoghi che ho sempre visto solo in tv. Non so nulla della sorpresa. Qualche minuto dopo mi trovo a Puntasecca, una piccola frazione del comune di Santa Croce Camerina, con la sua immensa spiaggia dorata e la casa del commissario Montalbano che si affaccia sul mare azzurro. Prima delle riprese del film, la casa non era altro che un magazzino per la salagione delle sarde mentre ora è un B&B su tre livelli. Immaginate cosa dev’essere far colazione o ammirare il tramonto su quel terrazzo… La tappa successiva è Modica, la città del cioccolato e delle cento chiese. Pernottiamo al “Torre Don Virgilio Country Hotel”. I proprietari sono a dir poco  meravigliosi e l’atmosfera è magica. Il tour prosegue via mare per Ortigia e via terra per Ragusa Ibla e Scicli. Il centro storico è da lasciare senza fiato. Qui tutto ruota attorno al famoso commissario; vengono organizzati veri e propri tour sui luoghi della fiction. E’ cosi che scopriamo che la stanza del questore di Montelusa nella fiction è in realtà la stanza del sindaco di Scicli. Il tempo scorre veloce e Siracusa ci attende. Elettra è magnifica. Quasi quanto la gelatina di Malvasia al ristretto di Syrah che ho mangiato al ristorante Dionisio.

Avrete notato che nel mio diario accenno spesso a pietanze e prelibatezze varie. Questo perché penso che il cibo sia arte e l’arte è amore. Sì, amore racchiuso in un piatto.

Alla prossima

Laura Pellegrino

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